oggi in tv

Il tifoso, l’arbitro e il calciatore
In prima serata alle ore 21:00
Commedia all'italiana

E’ un film del 1983 diretto da Pier Francesco Pingitore con Alvaro Vitali e Pippo Franco.

TIFOSO: Amedeo è un tifoso romanista, figlio del titolare del Bar Forza Lupi e fidanzato con Patrizia, la figlia del commendator Pecorazzi, proprietario dell’azienda in cui lavora. Per ingraziarsi il futuro suocero, acceso tifoso laziale (tanto da farsi negare al telefono con Giulio Andreotti e installare nei bagni della ditta della carta igienica di colore giallorosso), si finge tifoso biancoceleste.

Con qualche escamotage (fa credere al suocero di essere rimasto orfano di padre in seguito ad un risultato sfavorevole della Lazio o dice al padre di non poter venire a una trasferta della Roma perché preso da impegni di lavoro, consistenti poi nell’assistere agli incontri casalinghi della Lazio) Amedeo riesce sempre a non farsi scoprire dal padre cardiopatico (che potrebbe quindi morire se sapesse che il figlio fosse laziale) e dal suocero (che, scoprendolo romanista, lo licenzierebbe in tronco e gli negherebbe la mano della figlia, tra l’altro scopertasi incinta), fin quando non viene organizzato un derby per beneficenza.

L’ARBITRO E IL CALCIATORE: Alvaro Presutti, di professione usciere, è un arbitro noto per la propria inflessibilità e la rigidità con cui dirige gli incontri, incassando stoicamente gli insulti del pubblico e sedando le proteste dei calciatori con metodi violenti (testate). Ben diversa è la sua vita privata, dove viene continuamente vessato dal capo ufficio, dai colleghi e dalla suocera. Di ritorno da un incontro appena diretto, Presutti riceve un pacco anonimo che, tramite una videocassetta e una cartolina, sembra dimostrare l’esistenza di una relazione tra sua moglie e il centravanti della JuventusWalter Grass.

Per vendicarsi Presutti, sfruttando gli intrallazzi che il collega Sposito ha nella Federazione, si fa assegnare la direzione della partita tra i bianconeri e la Fiorentina, durante la quale si vendica del giocatore prendendo decisioni sfavorevoli nei suoi confronti (gli annulla quattro reti, non gli assegna un rigore e lo espelle per delle presunte percosse) e fingendo di essere stato aggredito al termine dell’incontro.