Diario di un viaggio - Benedetto XVI in Calabria
Ecco il racconto per intero della prima visita di Benedetto XVI in Calabria. Sulle orme di San Bruno, santo tedesco che nove secoli fa insegnò a vivere nel silenzio, nella povertà e nella preghiera per scoprire la presenza di Dio, Papa Ratzinger ha pronunciato la sua omelia, davanti a circa 40 mila persone. Un Papa "venuto per condividere gioie e speranze", "fatiche e impegni". Un pontefice che ha citato le "ferite del tessuto sociale" e la sensazione di essere sempre in "emergenza", incitando i calabresi a tirare fuori energie, risorse, valori umani e cristiani, per cambiare il proprio futuro. E lo ha ripetuto all'Angelus: "rinnovate la vostra, nostra amata Calabria", apprezzando le iniziative della diocesi sulla lettura biblica e sulla scuola di dottrina sociale.Benedetto XVI al centro di un ampio reportage, realizzato da Video Calabria con immagini di alto livello, momenti inediti e d emozionanti, le voci plurali di quanti hanno assistito ai grandi momenti di una giornata storica. Mancanza di prospettive per i giovani, disoccupazione e precarietà, criminalità organizzata, illegalità ma anche spirito di sacrificio e tenacia, voglia di impegno e di cambiamento, fedeltà ai valori cristiani e attaccamento alla famiglia: sono le luci e le ombre del Sud d'Italia che Benedetto XVI ha colto durante la sua visita. In Calabria, la regione italiana con il più basso reddito e il più alto livello di disoccupazione giovanile, Papa Ratzinger ha scelto, in sintonia con i vescovi, di sottolineare soprattutto la mancanza di prospettive per i ragazzi e la tragedia della criminalità. Nella tappa a Serra San Bruno invece, Benedetto XVI ha spiegato perché i monasteri sono "indispensabili" nel mondo moderno e quanto siano importanti anche per la Chiesa e per il papato: la "comunione ecclesiale" e il "servizio pastorale all'unità della Chiesa" hanno bisogno anche della vocazione contemplativa. Ne hanno bisogno società "inquinate" da mentalità disumane, e che devono per questo essere "bonificate". E ne ha bisogno un'umanità e una generazione di giovani che rumore e realtà virtuale allontanano da se stessi e rischiamo di snaturare.